Una mostra interna al percorso dei visitatori nelle Gallerie dell'Accademia permette di ricostruire i cicli pittorici di Vittore Carpaccio, un tempo presenti e rinomati a Venezia e oggi dispersi tra diversi musei italiani e stranieri. Nei cicli sulle vite dei santi, un genere tipico dell'arte veneziana fino al pieno Cinquecento, il Carpaccio trovava la sua dimensione artistica più compiuta.
La mostra si intitola 'Carpaccio. Pittore di storie' e va dal 27 novembre 2004 al 3 aprile 2005. Vicino al ciclo con le Storie di sant'Orsola e al grande telero con il Miracolo della croce al ponte di Rialto del ciclo della Scuola di San Giovanni Evangelista, facenti parte delle collezioni permanenti delle Gallerie dell'Accademia, nell'ampia sala XXIII destinata agli allestimenti temporanei, sono presentate le tele del ciclo già nella Scuola degli Alba-nesi e quelle che componevano il ciclo della Scuola di Santo Stefano: le opere sono prestate dalla Pinacoteca di Brera, dall'Accademia Carrara di Bergamo, dalla Galleria Franchetti alla Ca' d'Oro, dal Louvre e dalla Staatgalerie di Stoccarda. In mostra anche altre opere di Car-
paccio: la Presentazione al tempio proveniente dalla chiesa di san Giobbe, la virtuosistica pala con I diecimila Crocefissi del Monte Ararat e L'apparizione dei Martiri a san Pietro di Castello.
La mostra non si esaurisce in se stessa, ma si proietta all'esterno, lungo un percorso di visita che conduce i visitatori nei siti in cui operò il maestro: le due antiche scuole degli Albanesi e di Santo Stefano, benché trasformate e destinate ad altri usi, sono vicine al ponte dell'Accademia, come anche la chiesa di San Vidal, con la grande pala d'altare intitolata al Santo, di mano di Carpaccio. Poco distante, infine, c'è la Scuola di San Giorgio agli Schiavoni, con i suoi importanti cicli, aperta al pubblico.
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